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Omiletica
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Lmwaw'mwbaomiletica è il ramo degli mwbqstudi teologici cristiani che si occupa dell'arte e della mwbgteologia della predicazione. L'arte dell'omiletica ricalca i temi pure trattati dalla mwbwretorica, cioè l'invenzione (trovare cosa dire), disposizione (sistemare il materiale), memoria (fissare nella mente ciò che si deve esporre) ed esposizione.
Gli antichi sermoni cristiani erano chiamati mwcqomelie, termine derivante dal latino mwcghomilia, cioè "conversazione".
Contents
• Storia
• Note
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Storia
La forma più antica di predicazione cristiana è quella di un'omelia semplice, dialogata, pratica e mwdwpastorale, basata sul mweatesto biblico che è stato letto, e spesso elaborando la varietà di temi che il testo suggerisce, nell'ordine in cui compaiono in esso, senza occuparsi molto della struttura mweqretorica del discorso. Il sermone iniziava dove terminava il testo biblico. Era spesso presentato in modo estemporaneo, sebbene sorgesse da un'attenta preparazione. Era considerato dovere primario del mwegvescovo quello di predicare, e spesso lo faceva seduto su una sorta di trono prospiciente la comunità, mentre l'assemblea stava in piedi.
Notevole è stato lo stile omiletico di mwfaOrigene (mwfq185-mwfg254). Sebbene il suo approccio mwfwallegorico sia eccezionale per il periodo, tipico è l'intero suo approccio alla predicazione. Predicava sistematicamente attraverso tutti i libri della mwgaBibbia in serie, capitolo per capitolo, versetto per versetto. Fino al mwgqquinto secolo egli rimane il modello per eccellenza da seguire.
I grandi predicatori del terzo e del quarto secolo: mwgwBasilio, mwhaGregorio nazianzeno, mwhqGregorio di Nissa, mwhgCrisostomo, ed mwhwAgostino erano consapevoli di vivere in un mondo in cui il normale metodo di comunicazione implicava l'uso della mwiaretorica tradizionale. Basilio e Crisostomo mettono in grande evidenza l'importanza dell'interpretazione grammaticale e storica della mwiqBibbia. I sermoni di Crisostomo sono rimarchevoli perché coprono sistematicamente tutta la Bibbia, per le loro applicazioni morali e per il loro coraggio profetico. Sebbene essi riconoscessero la grande differenza che intercorreva fra il compito dei predicatori cristiani e quella dei retori pagani, il cui scopo era soprattutto impressionare l'uditorio con grandi discorsi, essi sentivano come la mwigchiesa dovesse accettare l'aiuto che lo studio della mwiwretorica offriva alla predicazione.
La prima importante discussione sull'omiletica in rapporto alla mwjqretorica è fatta da mwjgAgostino nell'opera "Sulla dottrina cristiana", opera che non ha mai cessato d'essere importante. mwjwAmbrogio e mwkaAgostino predicano sermoni semplici, pratici ed espositivi che non stavano alla pari di quelli del Padri greci, ma nutrivano, ciononostante, la chiesa. Durante il periodo mwkqpatristico la predicazione è in gran parte catechetica. Tratta dalla tradizione rabbinica dell'istruzione morale, era finalizzata ad insegnare la fede cristiana ai neo-convertiti. Il "sermone festivo", altro genere omiletico sviluppato durante il periodo patristico, era basato sul mwkgpanegirico greco. Piuttosto che spiegare un brano delle mwkwSacre Scritture, esso cercava di spiegare ciò che veniva celebrato nella festività ricorrente. Con l'ultimo del Padri latini, mwlaSan Leone Magno, e poi con mwlqSan Gregorio Magno il "sermone festivo" diventa sempre più importante.
Durante le mwlwinvasioni barbariche era difficile istruire predicatori, eppure si distinguono monaci missionari come mwmaPatrizio, mwmqColumba, mwmgPirmino e mwmwBonifacio, che sviluppano la predicazione mwnaevangelistica. Non c'è, però, molta predicazione, nel mwnqMedioevo per il fedele medio. È nel periodo di mwngCarlo Magno, però, che viene ristabilita l'usanza della predicazione in ogni culto domenicale. Per aiutare i presbiteri nella predicazione, mwnwAlcuino prepara il primo mwoalezionario per ogni giorno frestivo e domenica dell'anno con sussidi per i sermoni. Questo sistema non produce molta predicazione ispirata, ma almeno la migliora, soprattutto quando si ripropongono loro i sermoni classici di mwoqAgostino, mwogCesario di Arles ed altri mwowpadri della chiesa.
Nel risveglio dell'arte omiletica prodotto dai frati domenicani e francescani, si producono una grande quantità di sussidi omiletici, con sermoni suggeriti per ogni sorta di occasione. Si distinguono nel mwqwdodicesimo secolo, mwraSan Domenico di Guzmán, mwrqSan Francesco d'Assisi, mwrgSant'Antonio di Padova, mwrwSant'Alberto Magno e mwsaSan Bonaventura da Bagnoregio, come pure Jean Charlier de Gerson, mwsgJan Hus, mwswNicola Cusano, mwtaGiovanni da Capestrano, e mwtqGirolamo Savonarola. L'arte di illustrare i sermoni con favole ed allegorie di fantasia, si sviluppa anche in questo periodo, facendo sorgere molte collezioni di mwtgmwtwexempla a questo proposito. Si stampano anche trattati sulla predicazione, come quello di mwuaHumbert de Romans, a cui si deve la raccomandazione di una predicazione che sia mwuqquasi quidam cantus (come un canto) e del predicatore che sia coinvolgente come un mwuggiullare o un mwuwmercantecite-ref-1[1].
Nel mwwqtredicesimo secolo appare nei circoli universitari una nuova forma "moderna" di predicazione tematica da brevi testi biblici, con attenta introduzione, transizioni, conclusioni e, naturalmente con l'argomento suddiviso nei "classici tre punti". Era chiamata "moderna" in contrapposizione alla forma più antica di omelia.
La mwyaRiforma protestante vede la rinascita della predicazione biblica espositiva. Non era, infatti, tanto questione se si dovesse predicare, ma che cosa. Potente predicatore, mwyqMartin Lutero aveva conseguito un dottorato in interpretazione della mwygBibbia. mwywUlrico Zwingli, ispirato dall'esempio di mwzaCrisostomo incomincia a predicare attraverso il mwzqvangelo di Matteo capitolo per capitolo, versetto per versetto, trattando argomenti come il mwzgservizio militare mercenario, il mwzwcelibato dei preti, le mwaapratiche religiose superstiziose, la mwaqprovvidenza e la mwaggiustificazione per fede. mwawGiovanni Ecolampadio pure seguiva mwbaCrisostomo ed esortava i predicatori a seguire un'mwbqesegesi storico-grammaticale, abbandonando l'esegesi allegorica, così popolare nel mwbgMedioevo. I Riformatori promuovono pure molto la predicazione catechetica, in particolare Johannes Zwick sottolinea molto la predicazione catechistica rivolta ai bambini. mwcaGiovanni Calvino è maestro nell'arte dell'interpretazione biblica e abile linguista. I suoi sermoni sono semplici, chiari ed informativi. Si producono allora opere influenti sull'omiletica, come quelle di Andreas Hyperius (mwcg1511-mwcw1564) e Bartholomäus Keckermann (mwdq1571-mwdg1609). Nelle isole britanniche si distingue mwdwJohn Knox come uno dei più eccezionali predicatori della storia.
Nel 1546 la V sessione del mweqConcilio di Trento stabilisce che tutti i sacerdoti (mwegvescovo, mwewarcivescovo, mwfaprimate, mwfqarciprete, mwfgpievano e dediti alla mwfwcura pastorale) sono tenuti a predicare il Vangelo "nelle domeniche e nelle feste più solenni".cite-ref-2[2] Sulle
Nel mwhqsedicesimo secolo nella mwhgChiesa cattolica si distingue in modo particolare il mwhwcardinale mwiaagostiniano mwiqEgidio da Viterbo (mwig1469-mwiw1532), conosciuto anche come mwjaumanista, mwjqfilosofo neoplatonico e mwjgcabalista cristiano, dotato di uno stile omiletico di straordinaria efficacia, capace di commuovere ed entusiasmare qualsiasi uditorio. Egidio è il predicatore preferito da molti papi mwjwrinascimentali, da mwkaAlessandro VI a mwkqGiulio II, da mwkgLeone X a mwkwClemente VII.
L'opera più importante sull'omiletica nell'ambito del mwlqPuritanesimo è "L'arte di profetizzare" di mwlgWilliam Perkins. Nel mwlwdiciassettesimo secolo si distinguono pure mwmaJohn Preston e Richard Sibbes per il loro stile semplice e potente. I governi si sentivano allora minacciati da predicatori come mwmgRichard Baxter, mwmwEdmund Calamy e mwnaThomas Goodwin. Alcuni dei migliori predicatori inglesi come mwnqJohn Cotton, mwngThomas Shepard e John Davenport emigrano in America, ma vi rimangono diventando molto popolari mwoaThomas Watson (famoso per i suoi sermoni sul Catechismo maggiore di Westminster), mwogThomas Manton e mwowJohn Flavel (il "predicatore marinaio").
I mwpqPaesi Bassi producono un certo numero di notevoli predicatori durante l'epoca d'oro della Repubblica olandese come mwpgGisbert Voetius (predicatore dottrinale), mentre mwpwJohannes Cocceius è famoso per aver sviluppato la mwqateologia federale. Fra gli mwqqUgonotti francesi del mwqgdiciassettesimo secolo vi sono Jean Daillé, ma Pierre Du Moulin e mwrqJean Mestrezat continuano la tradizione riformata di predicazione espositiva e catechetica.
Influenzati dalla mwrwretorica classica, il periodo mwsabarocco vede un approccio diverso alla predicazione. In mwsqInghilterra mwsgLancelot Andrewes e mwswJohn Donne predicano raffinati sermoni letterari in appoggio alla mwtaChiesa anglicana di stato e al diritto divino della mwtqmonarchia inglese. Nella Francia cattolica fiorisce la predicazione barocca di mwtgJacques Bossuet, mwtwLouis Bourdaloue e Jean Baptiste Massilion, ammirati alla corte francese che, benché corrotta, amava udire buoni sermoni. Jacques Saurin nei Paesi Bassi e Jean Frédéric Ostervald in mwuwSvizzera sono due pastori riformati che seguono le tendenze barocche conservando incorrotta l'ortodossia riformata nonostante l'imperante mwvarazionalismo. Johann Lavater a mwvgZurigo e mwvwFriedrich Schleiermacher a mwwaBerlino cercano di reinterpretare il mwwqCalvinismo in un'epoca che aveva largamente abbracciato il mwwgdeismo.
Scandalizzati dalla superficialità della religione mwxabarocca, il mwxqPietismo comincia a portare la predicazione in una direzione diversa. Evitando sia la teologia dottrinale che l'esegesi biblica, il mwxgPietismo si focalizza soprattutto sulle esperienze interiori. Questo porta un grande risveglio in mwxwInghilterra dove mwyaJohn Wesley e mwyqGeorge Whitefield predicano a minatori ed operai fuori dalla chiesa istituzionale e dalle strutture liturgiche. A differenza di Wesley, Whitefierld è un mwygcalvinista anche se la sua predicazione drammatica ed estemporanea si allontana considerevolmente dal pulpito tradizionale. Andando in America (mwyw1739) Whitefield innesca il mwzagrande Risveglio insieme a mwzqJonathan Edwards e Gilbert Tennent, che sotto l'influenza sia del mwzwPuritanesimo che del mw0aPietismo cominciano a predicare una fede esperienziale. Appaiono in questo periodo le opere di Charles Simeons mw0gHorae Homileticae (21 volumi) pubblicati originalmente nel mw0w1832 e mw1aAlexandre Rodolphe Vinet (mw1q1747-mw1g1847): "Omiletica: la teoria della predicazione", molto popolari ai loro tempi. Si noti pure l'opera di John Albert Broadus, "il principe degli espositori" su "Lezioni sulla storia della predicazione" (1893), mw2aFrancesco di Sales "Sul predicatore e la predicazione".
L'mw2gEvangelicalismo del mw2wdiciannovesimo secolo è rappresentato in mw3aScozia da mw3qThomas Chalmers e Thomas Guthrie, interessati non solo alla conversione dell'individuo, ma della società. L'esposizione biblica di mw3wFriedrich Wilhelm Krummacher contribuisce molto a rivitalizzare le chiese riformate tedesche, mentre in mw4aFrancia Adolphe Monod rivitalizza la tradizione degli mw4gUgonotti. Alexander Maclaren, mw5aJoseph Parker e mw5qCharles Haddon Spurgeon parlano con eloquenza al popolo comune della potenza di Dio per trasformare la vita umana. Traggono i loro sermoni da uno studio attento e percettivo della mw5gBibbia ma ignorano i problemi sollevati dalla ricerca biblica moderna. Spurgeon, convinto mw5wcalvinista può essere considerato uno dei più grandi predicatori della chiesa cristiana.
In America si sviluppa una scuola omiletica distinta ispirata da un forte interesse evangelistico e da zelo profetico. Charles Grandison Finney, che non sopportava le discipline teologiche del mw6qProtestantesimo classico, ma profondamente consapevole dei bisogni spirituali della giovane nazione, era il tipico predicatore del mw6grevivalismo di frontiera. Predicando la mw6wconversione, l'abolizione della mw7aschiavitù e la mw7qtemperanza, essi predicavano una fede che esercitava un forte appello nell'americano medio. Mentre mw7gDwight L. Moody, Billy Sunday e George Truett si dedicavano intensamente all'mw8qevangelizzazione, Horace Bushnell e mw8wHenry Ward Beecher tendevano sempre di più in direzione del mw9aProtestantesimo liberale. All'inizio del mw9qventesimo secolo Harry Emerson Fosdick con il suo linguaggio diretto, illustrazioni dalla vita quotidiana e il suo illimitato ottimismo segnavano fortemente la tradizione moderna dell'omiletica americana.
Nella Chiesa Cattolica, il periodo post-conciliare (dagli anni sessanta del Novecento) è segnato dal ricorrente impegno a tornare a un modello di predicazione omiletica di qualità marcatamente biblica.
Le tendenze contemporanee nel campo dell'omiletica includono: predicazione liturgica, predicazione olistica, predicazione basata sulla mw-qteoria della comunicazione, predicazione mw-gliberazionista (alcuni omileti includono in questa categoria predicazione mw-wfemminista e predicazione nera), predicazione costruita intorno alla teoria del linguaggio, predicazione contestuale, predicazione induttiva, predicazione narrativa. Vi è oggi un rinnovato interesse nella predicazione teologica. Il senso stesso della predicazione viene oggi posto in discussione, soprattutto per la prevalenza oggi della civiltà dell'immagine.
Nel cristianesimo
Antico Testamento
Sin dai tempi più remoti, la predicazione gioca un ruolo fondamentale nella vita dell'mwaqcAntico Testamento. mwaqgMosè, mwaqkGiosuè ed mwaqoElia, per esempio, facevano grande uso del discorso di fronte alla comunità riunita. Tutti i più grandi mwaqsprofeti si mettono in evidenza non solo per i loro scritti, ma soprattutto per la loro predicazione. Gli mwaqworacoli profetici erano molto probabilmente usati come proclamazione nell'ambito della vita cultuale durante l'Esilio. La mwaq0sinagoga ebraica sviluppa la pratica di pronunciare discorsi a commento della porzione della mwaq4Sacra Scrittura letta durante il culto del sabato (cfr. Luca 4:16-21; Atti 15:21).
Nuovo Testamento
Il mwareNuovo Testamento si apre con la predicazione di mwariGiovanni il battezzatore che fa riecheggiare il messaggio profetico sulla prossima venuta del mwarmMessia e del mwarqRegno di Dio. mwaruGesù stesso dedica gran parte del suo ministero alla predicazione, e la sua parola ha un forte impatto al quale nessuno rimane indifferente, dimostrando potenza e l'autorità di Dio stesso. Egli pure invia i suoi discepoli a predicare in suo nome: mwaryAndando, predicate e dite: "Il regno dei cieli è vicino" (Matteo 10:7). Egli promette che la loro parola avrebbe avuto la stessa potenza ed autorità della sua: mwarc"Chi ascolta voi ascolta me; chi respinge voi respinge me, e chi rifiuta me rifiuta Colui che mi ha mandato" (Luca 10:16). La predicazione stessa, per Gesù, avrebbe causato la diffusione del mwargRegno di Dio fino agli estremi confini del mondo: mwark"Questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine" (Matteo 24:14).
Dopo risurrezione, gli mwarsapostoli trovano come mwarwGesù stesso continui il suo ministero attraverso la loro predicazione (di fatto il ministero di Gesù è considerato solo mwar0un inizio cfr. Atti 1:1). Essi credono che sia Dio stesso, attraverso la loro predicazione a rivolgere il suo appello all'umanità ed a guarire. Essi non avevano esitazione alcuna ad affermare che stessero predicando la stessa Parola di Dio (cfr. 1 Tessalonicesi 2:13 mwar4"Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l'accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete"; 1 Pietro 1:23 mwar8"...perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio"). La predicazione è lo strumento privilegiato di Dio per comunicare la mwasasalvezza: mwase"Poiché il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, è piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione" (1 Corinzi 1:21).
Gli mwasmapostoli pure credevano che, attraverso la loro predicazione, le potenze della salvezza e della nuova era fossero impiantate nella vita umana e che la storia così si affrettasse all'adempimento dei propositi di Dio di unire tutte le cose in mwasqCristo e perfezionare pienamente la mwasunuova creazione (cfr. Colossesi 1:22-29; Efesini 1.9,10; 3:4-13).
I racconti che descrivono la chiesa primitiva indicano come la predicazione assumesse la forma di esposizione delle mwascSacre Scritture, non solo come attività missionaria, ma anche nel contesto della comunità riunita dei credenti, specialmente nel Giorno del Signore (Romani 15:4; Atti 18:24-28; 20:7ss). La continuazione di questa pratica si evince pure dalla descrizione che mwasgGiustino fa del culto cristiano nel mwasksecondo secolo.
Nel tardo Medioevo
Nel mwaswMedioevo l’omiletica vede un fiorire di trattati, esempi, decreti di concili che ne definiscono i connotati. I sermoni hanno la doppia funzione di ammaestramento e proselitismo: servono a radunare i fedeli, attrarne e conquistarne di nuovi, insegnargli il verbo di Dio e mostrargli il modo per svincolarsi dal male imboccando la via della salvezza. Fuori dalla sfera prettamente spirituale, si può riconoscere ai predicatori un’importante funzione sociale, atta a definire e divulgare un codice comportamentale educando il popolo su cosa è giusto e auspicabile fare e su cosa invece va evitato. L’educazione diventa efficace solo se si riesce a persuadere e convincere a mettere in pratica ciò che viene appreso.
I chierici che predicano devono essere ben istruiti. Devono conoscere il mwas4credo, il Pater Nostro, il mwas8calendario liturgico, il mwataVangelo, le omelie fino ad arrivare all’mwateesorcismo e al penitenziale. E non è sconveniente che sappiano scrivere.cite-ref-0-3-0[3]
Spesso infatti i sermoni vengono scritti prima o trascritti poi, in modo da poter circolare ed essere strumento d’appoggio per gli altri colleghi. Nei primi secoli del Medioevo infatti la predicazione è piuttosto austera, con sermoni non eccessivamente lunghi e adornati, mai del tutto originali. Bisogna limitarsi a ripetere ciò che è già stato detto, ciò che è l’essenziale parola del Signore.
Non mancano i casi in cui i vescovi non sono in grado di predicare, per insufficiente abilità o per impedimenti di altra natura, o che seguano un mwatghabitus vitae non esattamente eterodosso. Si ricorre quindi a sostituti, cominciando così a creare l’immagine del predicatore vero e proprio, svincolato dalle altre funzioni ecclesiastiche. A partire dal 1215 questo ruolo viene ufficialmente istituito nel concilio di Roma (con la decima costituzione) grazie ad mwatkInnocenzo III, che perseguendo il duplice scopo di reprimere i movimenti eterodossi e favorire la riforma religiosa sente la necessità della presenza di un chierico predicatore adeguatamente istruito in ogni diocesi e in ogni chiesacite-ref-0-3-1[3]. L'mwat4ordine domenicano e l'mwat8ordine francescano si distinguono per abilità e impegno in questo ambito.
La predica diviene tanto utile e importante che nel XV secolo mwaueBernardino da Siena la antepone alla messa e fa della sua predicazione la ragione stessa di vivere: «si non debem praedicare, non debem vivere».cite-ref-4[4]
I tempi mutano, e mutano gli scenari in cui si muovono i predicatori. Per venire incontro alle nuove esigenze di rivolgersi a fette sempre più ampie di popolazione nascono le mwaucartes praedicandi, generi retorici per rendere la comunicazione religiosa interessante e di facile fruizione. Tra i più importanti risulta il mwaugDe eruditione praedicatorum di mwaukUmberto di Romans, tesoro di dritte e consigli per costruire il sermone nel modo più efficace possibile a seconda del caso, del pubblico, del contesto.
In realtà non c’è da aspettare il XIII secolo per avvertire il valore della predicazione, tanto che nel mwausconcilio di Tours dell’813 si dispone: «Et ut easdem omelias quisque aperte transferre studeat in rusticam Romanam linguam aut Thiotiscam, quo facilius cuncti possint intellegere quae dicuntur»cite-ref-0-3-2[3]. La divulgazione richiede la piena comprensione da parte di tutti: il latino universale, ma da pochi compreso, deve fare spazio alla lingua del popolo, il mwavavolgare. Il mwavemwavisermo humilis gioca anche un ruolo chiave nel processo di educazione linguistica del popolo. Tuttavia, il latino continua ad essere usato nella stesura e nella trascrizione delle omelie: la prima attestazione scritta in volgare si ha solo nel 1425 con mwavmRoberto Caracciolo da Lecce.cite-ref-1-5-0[5]
Per riuscire nello scopo di far comprendere e penetrare il messaggio, si ricorre all’essenzialità del linguaggio e dei concetti, corredati da esempi ed immagini di facile memorizzazione.
Tra le mwavovirtutes elocutionis caratteristiche del sermone c’è la mwavsperspicuitas: la parola del predicatore non deve essere ingannatrice, non deve confondere l’uditore, deve al contrario essere limpida in modo che possa rischiarare la sua mente dalle tenebre del peccato. Ascoltandola e comprendendola l’uditore può imparare a discernere ciò che è male da ciò che è bene per guardarsi dalla perdizione e conseguire una vita retta e irreprensibile. Non solo: l’uditore si sentirà infuocato, traboccante dell’amore per Dio e per la verità da Lui rivelata.cite-ref-1-5-1[5]
Per ottenere la perfetta riuscita della predicazione occorre adottare la tecnica dell’mwaweaptum, adattando tema, stile e linguaggio ai luoghi, ai tempi e soprattutto alla tipologia di pubblico alla quale si parla, considerandone la categoria sociale, il genere, il ruolo istituzionale. In questo modo non solo si guadagna in termini di comprensione ed efficacia, ma si apre anche la possibilità di allargare la predicazione oltre i luoghi di culto, nei boschi, nelle piazze, davanti ai focolari, e in generale in tutti i luoghi dove ci siano congregate delle persone, riuscendo così a raggiungere tutti gli strati della popolazione.cite-ref-1-5-2[5]
Il primo a distaccarsi dall’originaria omiletica più sobria è mwawcFrancesco d’Assisi con il suo stile concionatorio e la sua teatralità. I suoi epigoni ne fanno un’arte: nomi come mwawgGiordano da Pisa, mwawkBernardino da Siena, mwawoGiovanni da Capestrano, mwawsRoberto Caracciolo o mwawwBernardino da Feltre diventano famosi per la loro predicazione spettacolare.
Si mettono a punto delle vere e proprie tecniche per raggruppare il maggior numero di persone, mantenere e accrescere il pubblico: creare aspettative, proclamare tematiche nuove o inusuali, giocare sulla curiosità umana, rimandare al domani un discorso iniziato oggi, esortare solo gli uomini dabbene a rimanere sollecitando la dipartita di mascalzoni, correggere gli errori dolcemente e progressivamente, affrontare tematiche scabrose adattandosi alla reazione del proprio pubblico.cite-ref-1-5-3[5]cite-ref-6[6]
Si inseriscono dialoghi, contraddittori, pause ad effetto, intercalari, mwaxcexempla, battute, fino ad arrivare a gesti, effetti speciali, immagini e tutto ciò che può impressionare e commuovere il pubblico. Lo scopo è triplice: attrarre, convincere e favorire la memorizzazione. Per far questo si attuano dunque anche tutti gli elementi performativi: modulazione della voce, gestualità, espressioni, mimica facciale e corporale. Si è parlato di veri e propri sermoni semidrammatici, piccole messinscene all’interno delle omelie. Non mancano parole crude, immagini forti, racconti sulla morte e sulle lotte di potere, oggetti fortemente suggestivi, predicazioni tenute presso cimiteri, minacce di pestilenze, sciagure o incursioni turche. Si usa anche distribuire immagini, brevi, lettere, messaggi da portare sempre appresso. Utile espediente è anche la comicità, se ben equilibrata, che viene garantita da exempla e racconti gustosi dallo sfondo edificante.cite-ref-1-5-4[5]
Qualche esempio. mwax0Giovanni da Capestrano durante una predica sulla morte e sulla dannazione sfodera un teschio, mentre mwax4Roberto da Lecce parlando delle crociate si toglie il saio rivelando un’armatura. Non è infatti raro che si ricorra a vestiari particolari e suggestivi, come nel caso di Giovanni Novello a mwayaForlì nel 1487, presentatosi scalzo e coperto di pelle d’agnello, guanti di volpe, con un cappuccio di tela nera e un cappello di feltro bigio. A volte addirittura si fa nascondere qualcuno sotto al pulpito che simuli le grida dei dannati o suoni la tromba del mwayeGiudizio Universale.cite-ref-1-5-5[5]
All’inizio la predicazione avviene nelle chiese. Per garantire la massima capienza, perfetta visibilità e acustica i nuovi mwaycOrdini mendicanti iniziano a sviluppare un’edilizia particolare, detta mwaygmwaykHallenkirche: a sala, grande, luminosa, con ampie navate della stessa altezza. Il pubblico diventa così numeroso che diventa necessario spostarsi nelle piazze, portando in taluni casi alla costruzione di un pulpito permanente a ridosso delle mura della chiesa. Le prediche vengono tenute in ogni condizione meteorologica e per garantire la presenza di quante più persone possibile spesso viene richiesto ai Consigli cittadini di promulgare dei bandi che ritardino l’apertura delle botteghe fino a predica terminata. Tantissimi percorrono miglia e miglia per poter partecipare alla predica, i predicatori più famosi hanno addirittura degli mwayohabitué che li seguono anche nelle città più lontane. Molti prendono l’abitudine di alzarsi di notte per potersi assicurare un buon posto. Spesso le prediche si tengono all’alba e durano dalle due alle sei ore, ma è possibile anche trovarne di sera. Nei periodi liturgici si predica tutti i giorni, a volte anche due volte al giorno, fino ad arrivare a cinque volte nel caso di mwayssant’Antonio o mwaywGiovanni Dominici.cite-ref-1-5-6[5]
Note
cite-note-11. ↑ Carlo Delcorno, Giovanni Baffetti, mwazcQuasi quidam cantus: studi sulla predicazione medievale, mwazgLeo S. Olschki, 2009 (p. 12)
cite-note-22. ↑ mwazwmwaz0mwaz4Concilio di Trento I-VI sessione (1545-1547), su mwaz8clerus.org. mwaaaURL consultato il 13 gennaio 2025 mwaae(mwaaiarchiviato l'11 luglio 2004).
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Voci correlate
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• Wikizionario
• Wikizionario contiene il lemma di dizionario «omiletica»
Collegamenti esterni
• citerefjewish-encyclopedia(EN) Omiletica, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Omiletica, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.